Ci sono sguardi che fanno fermare il cuore, durano attimi, ma sembra che durino all’infinito.

Sguardi che ti avvolgono, iniettati d’amore, che ti accarezzano leggeri, ti parlano senza che la bocca pronunci alcuna parola.

Sguardi che fanno rumore, ti frugano dentro… E ti rubano l’anima, l’abbracciano, la graffiano!

Sguardi che ti fanno male e ti restituiscono il respiro da quanto sono belli, lasciandoti dentro un’impronta incancellabile e indimenticabile.

Difficile spiegare a parole la realtà di questo angolo di mondo.

Mentalità diverse, storie diverse, possibilità diverse… E questo si sente… Si sente nell’aria e si legge negli occhi fuggenti della gente.

E’ difficile per noi entrare in quel mondo; è difficile non giudicare e non restare colpiti e stravolti dalla durezza di occhi che hanno già visto la fine.

Noi arriviamo carichi di aspettative e voglia di fare, ma ogni volta ci rendiamo conto che dobbiamo fare dieci passi indietro e forse ripensare al nostro progetto, per renderlo fattibile lì.

I racconti non hanno mai reso davvero l’idea della condizione dei cani in Bosnia e delle difficoltà impensabili che noi siamo pronte ad affrontare quotidianamente pur di salvare anche una sola vita.

Italia – Bosnia, viaggi che si susseguono per vedere ciò che nessuno vorrebbe vedere… Viaggi di speranza per loro e per quelle persone che vivono per strapparli alla morte! Compagni di viaggio pronti a tutto… E chilometri affrontati ogni volta con le stesse paure.

Milano – Prijedor: 870 km! Andate cariche di cibo e ritorni carichi d’amore!

Esperienze del genere ti cambiano profondamente! Sopportarle a livello di emozione, stanchezza e nervi è un esercizio impegnativo, ma tutto si supera quando si arriva a capire che ogni angelo portato in salvo avrà finalmente la sua possibilità.

Nessuna immagine potrà mai far capire la realtà che pervade la nostra vita in quei momenti e descrivere ogni istante risulta davvero difficile.

Si percorrono chilometri carichi di speranza e determinazione per trovare altissimi muri invalicabili.

Spesso ci si fa forza per cercare di affrontare situazioni complicate, gli occhi vedono cose impossibili da descrivere e il cuore viene segnato da momenti incancellabili.

Quando si rimane soli tutto questo sembra inghiottire ogni speranza, e non c’è altro da fare che liberare ogni istante con le lacrime. Lacrime per i piccoli portati in salvo, lacrime per chi purtroppo non ce l’ha fatta, lacrime per quei poveri angeli ancora in rifugio che attendono una famiglia che mai sembra arrivare e per tutti quei cani ancora rinchiusi nel canile lager.

Ci sono viaggi indescrivibili e ci sono momenti di vero terrore, per noi, per le persone che ci aiutano e soprattutto per i cuccioli. Ore infinite a transitare da una frontiera all’altra sperando di riuscire ad espatriare e a portare finalmente al sicuro tutti i passeggeri.

I cani salvati dalla nostra Associazione viaggiano tutti con la documentazione idonea per l’espatrio. Nonostante ciò, la Bosnia non appoggia l’uscita dal paese dei propri randagi, e affrontare le dogane per portare i cani in salvo è una missione quasi impossibile.

Un viaggio verso l’Italia comincia sempre alle 23 della sera precedente la data di arrivo. Si dividono i cani nei kennel sulle automobili dei volontari, ci si augura “Buona Fortuna!” con le gambe che tremano e ci si separa diretti verso diverse frontiere.

Bisogna essere sicuri che i documenti siano perfetti, e per questo motivo vengono ricontrollati moltissime volte prima di presentarsi in dogana: basta un timbro leggermente spostato rispetto alla posizione di origine che il cane in questione rischia di essere rispedito in Bosnia senza possibilità di replica.

Per passare le frontiere ci vogliono dalle due alle quattro ore se non ci sono problemi, a volte invece ci si impiega tutta la notte. Una volta superata la frontiera, o meglio le diverse frontiere, si radunano tutti i kennel in un mezzo di trasporto idoneo e si parte verso l’Italia, dove i volontari italiani attendono l’arrivo dei cani in un punto concordato, di solito in una abitazione privata messa a disposizione della causa.

Dal punto di ritrovo poi, ci si divide sulle varie tratte ed entro la sera del giorno stabilito, tutti i cagnolini arrivano a destinazione, sia in famiglia, che in stallo casalingo, che in rifugi che hanno dato disponibilità all’accoglienza.

INONDATE DA IMMAGINI STAMPATE A FUOCO NELL’ANIMA ED EMOZIONI VIVIDE E PREGNE, QUESTI VIAGGI SALVANO VITE IN BOSNIA….E SICURAMENTE ANCHE UN PO LE NOSTRE

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